martedì 24 giugno 2014

L'Acciaieria Ossidata dal Tempo

Ci troviamo in una terra di mezzo, zona di confine tra due piccoli comuni della provincia di Torino, in Val Sangone (la valle alpina che si estende per circa 25 km nel Piemonte Occidentale, zona "calda" toccata dai vari progetti di alta velocità ferroviaria). Qui capita sovente, attraversando la strada in macchina, di essere rapiti dal paesaggio che la collina morenica restituisce. Ma vi sono anche aree industriali, più o meno attive.
Ovviamente il nostro obiettivo fotografico altro non poteva essere che una fabbrica dismessa: una gita fuori porta nell'ex-acciaieria. Luogo che nel dicembre del 2008 balzò ai dis-onori della cronaca locale per un rave party selvaggio a cui presero parte più di 500 giovani (appassionati di musica techno e provenienti da tutto il nord Italia) e ancor prima per il ritrovamento del corpo esanime di un'anziana scomparsa da una casa di riposo della zona.

E allora vi diamo il benvenuto......

Ad accoglierci questo maestoso ingresso che ricorda molto un'incudine nella forma. Ci è sembrato di trovarci davvero tra l'incudine e il martello :-) E chissà che non sia stata meticolosamente studiata la forma dell'ingresso principale! D'altronde quale miglior oggetto a fare da custode ad un'acciaieria se non un incudine?
L'incudine, da sempre simbolo della terra e della materia, corrisponde al principio passivo femminile (in contrapposizione al martello fecondante). Per chi non lo sapesse, nella simbologia araldica, l'incudine è simbolo di resistenza alla altrui violenza; nella simbologia massonica, invece, viene visto come una sorta di altare. E come scordare, il famoso dio romano Vulcano rigorosamente ritratto con il martello in mano e l'incudine, a voler simboleggiare il lavoro e la produttività.
Incudine
dio romano Vulcano

L'accoglienza ci viene data da questa solitaria cabina,  dove svariati anni or sono risiedeva il sorvegliante-custode, ora inutilizzata è lo specchio del fallimento della fabbrica.


La collina morenica e il cielo minaccioso fanno da sfondo a questi scheletri di cemento.
Trova l'intruso!


All'interno enormi fabbricati fatiscenti in avanzato stato di degrado. Nell'immenso vuoto di questi spazi la nostra voce tonfa e anche la goccia di umidità che cade dal soffitto origina un boato....



Una pozza come una sorta di miraggio in un deserto di cemento. L'acqua, simbolo di vita ma allo stesso tempo forza incontrollabile che causa la morte, è onnipresente.

















La vegetazione si sta facendo un lauto e gargantuesco banchetto con questi edifici.


L'edera si sta facendo strada con molta tenacia (ricordiamo che in araldica questo sempreverde indica eterna memoria e nella simbologia massonica questa pianta funebre rappresenta Dioniso e come lui simboleggia la morte rituale e la rinascita, la Luce e l'Oscurità, il colore e la freddezza).




















E quale migliore contrasto tra la bianca neutralità e la sterile freddezza delle mura e la vitalità ed esplosione di colori delle scritte e dei disegni dei graffitari. Elementi di colore post moderni che tinteggiano il grigiore moderno. Ci è sembrato di trovarci in una hall of fame abusiva e di assistere ad una mostra di spray-can art, arte della bomboletta. Pur restando piacevolmente colpiti da alcune di queste opere ed apprezzando la bravura di alcuni di questi artisti di strada non possiamo esimerci dal ricordare che si tratta di atti di vandalismo a tutti gli effetti.
A proposito di simbologia!?!



L'uscita di sicurezza "mimetizzata"






I bagni


Di traccia degli strumenti e attrezzature di lavoro utilizzate ne è rimasta ben poca ...


Coppia d'acciaio


Che dire non tutto l'acciaio è INOX!