mercoledì 18 febbraio 2015

Il Castello di R.


Quella che vi stiamo per raccontare può sembrare una storia frutto della più fervida immaginazione, partorita dalla brillante mente di uno scrittore di racconti fantastici per la trama del suo prossimo libro, ed invece è tutto vero!
Caso più unico che raro, ci troviamo di fronte al primo caso di "clonazione" di un castello. 

Che il Piemonte sia una terra piena di castelli è risaputo, ma mai credevamo di imbatterci in un castello riprodotto e neppure segnato sulle guide: un castello che vive una non esistenza.


Veduta della facciata anteriore
Veduta della facciata posteriore
Portone 
Veduta facciata laterale

Trattasi del folle progetto partorito dalla mente di un megalomane (un tal conte Luigi Casimiro di R.) a seguito di violente liti familiari aventi per oggetto una mancata eredità (niente di nuovo dunque!!). Opera dell'importante architetto torinese Carlo Nigra (particolarmente noto per la sua partecipazione alla costruzione del Borgo Medievale di Torino ma anche un personaggio estremamente eclettico: organista, pianista, appassionato di alpinismo, di acquerello, praticò l'automobilismo e la motonautica e pioniere della fotografia). Nigra ebbe l'incarico di soddisfate la richiesta di progettare uno sfarzoso castello che non avrebbe avuto nulla da invidiare al castello medievale distante 200 metri appena (ristrutturato ed oggi visitabile) sorto per volere di Alberto di R.  Si può dunque parlare a pieno titolo di Terra dei 2 Castelli.

Muoverci tra queste mura ci ha fatto fare un salto temporale all'indietro, all'epoca degli intrecci di corte medievali. Ed effettivamente si tratta di un castello in perfetto stile medievale: torri, merletti, ponte levatoio, profondo fossato.... ma non fatevi ingannare poiché si tratta in realtà di una struttura giovane, costruita all'inizio del secolo scorso (edificato tra il 1901 e il 1904).





Le cose che ci hanno maggiormente colpito sono state sicuramente: la ripida scala a chiocciola, il camino con tanto di effigie della famiglia, il panorama della piana circostante ammirabile dalla sommità delle torri, i numerosi affreschi presenti nelle sale, le stanze tutte finemente decorate, che denotano un notevole gusto artistico. E la ricerca nel più piccolo dettaglio.






















Ecco giusto per farvi capire la maestosità del complesso vi diciamo che abbiamo iniziato a contare il numero delle stanze presenti ma arrivare al compimento della conta è stata un'impresa impossibile.

Purtroppo oggi questo maniero non ha più quella dignità che gli spetta. Gli avventori-predatori hanno contribuito non poco al degrado e allo svuotamento della struttura. Addirittura si vocifera che un antiquario giunse al castello con il camion e fece razzia di ogni bene (dai mobili passando per i tappeti senza farsi scappare oggetti d'arredo e quadri), che dire un mercatino delle pulci low cost.

Ad oggi nessuno si è fatto avanti per riqualificare l'edificio. La spasmodica ricerca di acquirenti non ha sortito alcun effetto. Nemmeno gli enti pubblici hanno mostrato un barlume di interesse ciò dovuto probabilmente al fatto che si tratta di una struttura sorta da poco e dunque relativamente giovane per poter essere adibita a museo.

Chissà che con le giuste strategie di vendita il castello di R. possa tornare ad essere sfruttato.....
Per adesso rimane lì immobile, vuoto e abbandonato.

Questa struttura, come tante altre sparse lungo la nostra penisola, è una perfetta metafora della boria, dell'estrema presunzione, della vanagloria e della mania di grandezza (alias megalomania). Un eccellente manifesto sulla follia umana e a quali livelli può portare l'inesauribile brama di potere e l'invidia.






Curiosità
Il motto di casa era VICI ET VIVO (vinsi e vivo).
Castello dotato di impianto fognario privato (una rarità per l'epoca). Tracce di gabinetti ne abbiamo trovate!




Sorpresa sorpresa all'interno del castello una colonia di pipistrelli stridenti (ringraziamo il nostro amico R. per l'aiuto nel fotografarli). Ammettiamolo non ci siamo trovati davanti al più amato degli animali. Fin da epoche lontane i pipistrelli hanno fatto parte di quelle superstizioni che influenzano il pensiero delle persone. Nel mondo Occidentale, in particolare, il pipistrello appare come animale da evitare in quanto legato al demonio. E ancora oggi persistono sciocche credenze come quella che mette in relazione l'urina dei pipistrelli con la caduta dei capelli della sventurata persona che ne sia venuta in contatto.















" Alla resa dei conti, non c'è vizio che nuoccia tanto alla felicità dell'uomo come l'invidia."

Cartesio



NOTA:
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